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    Dilatazione e Torsione Gastrica (GDV- Gastric Dilatation Volvulus Syndrome)

    gdv copiaLa dilatazione/Torsione Gastrica é una condizione del cane potenzialmente mortale che richiede urgente ed aggressiva stabilizzazione da parte del veterinario, correzione chirurgica e terapia intensiva postoperatoria.
    Consiste in un aumento di volume dello stomaco ripieno di gas, materiale schiumoso ed alimentare, con la rotazione dello stesso lungo il proprio asse mesenterico.
    La GDV causa un’ostruzione funzionale e/o meccanica del deflusso gastrico attraverso ostruzione degli orifizi esofageo e pilorico, e conseguente ostacolo ai mezzi fisiologici di rimozione dell’aria (eruttazione, vomito e svuotamento pilorico).
    Dilatazione e Torsione gastrica di fatto possono anche presentarsi come fenomeni isolati.

    La dilatazione e/o il malposizionamento dello stomaco comportano una cascata di eventi patofisiologici:

    1.     Compressione dei vasi venosi intraddominali (a bassa pressione) con diminuito ritorno venoso, aumento pressione venosa circolo splancnico, diminuzione output cardiaco e pressione arteriosa sistemica. Gradi più severi comportano Shock ipovolemico/distributivo.
    2.     Ipoperfusione Tissutale conduce traslocazione batterica gastroenterica, alterazioni equilibrio acido-basico/elettrolico (acidosi metabolica, ipokaliemia, alcalosi metabolica ipercloremica). Ipoglicemia nelle fasi tardive dello shock.
    3.     Aumento pressorio intragastrico che peggiora il flusso vascolare della sua parete, che insieme all’avulsione, stiramento, trombosi delle corte arterie gastriche ed alla già persistente ipoperfusione sistemica, conduce ad emorragie mucosali, necrosi, perforazione e peritonite.
    4.    Aritmie cardiache, principalmente di origine ventricolare (si pensa innescate da ipoperfusione coronarica ed ischemia, sostanze cardiostimolatorie (es. epinefrina), fattore miocardico depressante etc.)
    5.    Infarti arterie spleniche, trombosi vene spleniche e possibile necrosi splenica.
    6.     DIC.
    7.     Compromissione respiratoria (per compressione addominale), con acidosi respiratoria e polmonite Ab ingestis.

     

    La causa non è stata ancora chiarita, ma si pensa vi contribuisca l’esercizio fisico dopo l’ingestione di cibo o di acqua.
    Fattori predisponenti:
    •    Grossa taglia (es. alano, pastore tedesco, boxer, maremmano, bassethound, bloodhound, dobermann, s.bernardo, weimaraner.etc.)
    •    età avanzata
    •    somministrazione di elevate quantità di alimento in un unico pasto
    •    stress durante l’alimentazione (presenza di altri cani durante il pasto).
    NB: anche cani di piccola taglia e gatti possono sviluppare la GDV.
    Sintomi:

    Agitazione, salivazione profusa, conati di vomito non produttivi,
    dolore con inarcamento del dorso, distensione progressiva dell’addome e timpanismo (non sempre presenti); splenomegalia.
    Nei casi più gravi i segni clinici sono associati al tipo e fase di shock presente, il quale si caratterizza attraverso il grado di alterazione del sensorio, colorazione delle mucose, TRC, carattere e frequenza del polso, temperatura corporea, respiro.

    torsione stomaco
    La Diagnosi é clinica, supportata da esame radiografico, che differenzia la semplice dilatazione dalla torsione. Mostra il classico aspetto a C rovesciata o doppia bolla. L’Rx dovrebbe essere in decubito destro e/o DV. La stabilizzazione va intrapresa prima della Rx, e in diversi casi tale esame può essere controindicato.
    Iniziale stabilizzazione:


    •    Identificazione Stato e Tipo di Shock
    attraverso: Rapido Es. Fisico + P.Sist.+ Minimum Data Base dagli accessi venosi (PCV, PT, Emogas venoso, Azotemia,  Lattatemia, Glicemia).
    •    Aggressiva e mirata rianimazione cardiovascolare
    (dettata dai rilievi sopraelencati) ==> aumento chance di sopravvivenza.
    •    Gestione della Dispnea
    (ossigenoterapia).
    •    Monitoraggio ECG
    •    Terapia antidolorifica (oppiodi)
    utili anche nella successiva fase di premedicazione.
    •    Decompressione dello stomaco
    per via orogastrica previa leggera sedazione (aggiungendo benzodiazepina); Seconda opzione l’inserzione di un trocar transcutaneo. La decompressione va fatta solo dopo aver iniziato rianimazione cardiovascolare.
    •     Costante rivalutazione emodinamica
    attraverso i mezzi sopraelencati.
    •    
    Considerare antibiotico ad ampio spettro vista la probabilità di traslocazione batterica.
    •    Se
    è presente shock distributivo e/o non c’è stata una risposta ad un appropriata fluidoterapia di rianimazione => considerare terapia supporto vasopressorio.

     

    Ottenuto miglioramento parametri emodinamici si passa a Trattamento chirurgico
    Gli scopi del trattamento chirurgico sono:
    •    correggere qualsiasi dislocazione (Stomaco/milza), se ancora presenti dopo la decompressione; ispezionare lo stomaco per individuare il tessuto danneggiato o necrotico, in tal caso eseguire una gastrectomia parziale o l’invaginamento gastrico.
    •    ispezionare la milza per valutare eventuali cambi di posizione e valutare la vascolarizzazione. Quando necessario si esegue la splenectomia.
    •    indurre l’aderenza dello stomaco alla parete corporea per prevenire dislocazioni future (gastropessi).
    Terapia Intensiva postoperatoria in ICU (Intensive Care Unite):
    Il Paziente deve rimanere ricoverato in reparto di terapia intensiva, seguito da personale addestrato a gestire tutti gli squilibri con cui il paziente si é presentato, quelli intra-operatori e quelli che potenzialmente potrebbe sviluppare nel periodo post operatorio.
    Disordini riscontrati più frequentemente in ICU sono: Ipotensione Persistente, Disordini della Coagulazione, Aritmie, Insufficienza renale acuta, Peritonite, SIRS,  Sepsi, MODS, Deiscenza Ferite.
    Per una terapia mirata alla correzione dei suddetti disordini viene eseguito continuo monitoraggio Emodinamico e Acido-Basico Elettrolitico: Es. Fisico, PCV, PT, Emogas analisi, Lattatemia, Produzione Urinaria, ECG, Pressione Arteriosa.  Emocromo-Biochimico- Profilo Coagulativo – Controllo eco-addome con frequenza dettata dai disordini collaterali.
    Il Paziente viene dimesso nel momento in cui i disordini suddetti sono risolti, e sia in grado di ricevere alimento per bocca. Questo può comportare una ospedalizzazione da un minimo di 48 ore a diversi giorni, soprattutto se una delle sindromi suddette dovesse essersi presentata.

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